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Non un'imbracatura, ma un sistema completo: ancoraggio, connessione e arresto, verificati nel tempo.
Un'imbracatura EN 361 non è un dispositivo anticaduta: è un componente. Ciò che arresta una caduta è un sistema, e ogni pezzo ha una norma sua — il punto di ancoraggio, il connettore, il cordino con il suo assorbitore di energia o il dispositivo retrattile, e infine l'imbracatura che distribuisce la forza sul corpo. Se uno solo dei pezzi è sbagliato o incompatibile, il sistema non funziona, anche se ogni singolo componente è certificato. Il calcolo più trascurato è il tirante d'aria: lo spazio libero sotto l'operatore deve essere sufficiente perché il cordino si estenda, l'assorbitore si apra e la caduta si fermi prima del suolo. Con un cordino lungo e un ancoraggio basso, un sistema perfettamente a norma può non avere lo spazio per fare il proprio lavoro.
I DPI anticaduta rientrano nella III categoria, quella che protegge dai rischi di morte o di lesioni gravi e permanenti. Il Testo Unico non si limita a chiedere che siano forniti: impone un addestramento obbligatorio e documentato per chi li usa, e non basta la consegna con firma. Gli stessi dispositivi vanno inoltre sottoposti a verifica periodica da parte di persona competente, secondo le indicazioni del fabbricante e comunque almeno una volta all'anno, con esito registrato. Sono i due punti in cui le aziende risultano scoperte più spesso: le imbracature ci sono, ma nessuno le ha mai controllate e nessuno ha un registro. Forniamo i dispositivi, li mandiamo a verifica alle scadenze e vi teniamo il registro aggiornato.
Dopo una caduta arrestata, il sistema è da mettere fuori servizio: l'assorbitore si è aperto, le fibre hanno assorbito l'energia e nessuno può dire cosa reggerebbero la volta successiva. Vale anche per i danni meno evidenti — un cordino sfregato su uno spigolo, un'imbracatura lasciata al sole per mesi, un connettore caduto da un'altezza importante. È la parte che in cantiere si tende a rimandare, perché il dispositivo sembra intero. Nella pratica serve un criterio semplice e qualcuno che lo applichi: cosa si controlla, ogni quanto, e chi decide che un pezzo esce dal servizio. Ce ne occupiamo noi, dalla fornitura alla sostituzione.




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