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Scarpe antinfortunistiche: S1P, S3 o S7?

· DPI e antinfortunistica

Tre scarpe antinfortunistiche a confronto: bassa leggera, bassa in pelle e scarponcino alto

SB, S1P, S3, S7: cosa significano le sigle delle scarpe antinfortunistiche, cosa è cambiato con la norma del 2022 e come scegliere la classe giusta per ogni ambiente di lavoro.

Su ogni scarpa antinfortunistica c’è una sigla: S1P, S3, a volte S7. Non è un codice del produttore e non è un voto sulla qualità. Dice quali protezioni ha quella calzatura secondo la norma EN ISO 20345, ed è l’unica informazione che permette di confrontare due scarpe di marche diverse sapendo di parlare della stessa cosa.

Leggerla bene serve a evitare due errori opposti. Il primo è mandare una persona in cantiere con una scarpa pensata per un magazzino asciutto. Il secondo è comprare per tutti la classe più alta “per stare tranquilli”, pagando protezioni che in quel reparto non servono a nessuno.

Cosa significano le sigle

Le classi funzionano per somma. Si parte da una base e ogni classe aggiunge qualcosa a quella precedente: per questo, una volta capita la logica, non serve impararle a memoria.

La base si chiama SB: sono i requisiti minimi di una calzatura di sicurezza, a partire dal puntale resistente a un urto di 200 J. Una scarpa SB protegge le dita e poco altro.

La S1 aggiunge alla SB tre cose: la zona del tallone chiusa, le proprietà antistatiche e l’assorbimento di energia nel tallone. È la classe tipica degli ambienti interni e asciutti.

Da qui in poi le lettere e i numeri indicano cosa si somma. La P finale sta per perforazione: una S1P è una S1 con in più la resistenza alla perforazione, cioè la protezione da chiodi, schegge e sfridi che si calpestano.

Con la S2 entra in gioco l’acqua: è una S1 la cui tomaia resiste alla penetrazione e all’assorbimento d’acqua. La S3 parte dalla S2 e aggiunge la resistenza alla perforazione e la suola con rilievi.

Le due classi più recenti, S6 e S7, riguardano la resistenza all’acqua della calzatura intera, non solo della tomaia: la S6 è una S2 con questa caratteristica in più, la S7 è una S3 con questa caratteristica in più.

Le classi a confronto

Classe Da cosa parte Cosa aggiunge
SB — Requisiti di base, puntale resistente a 200 J
S1 SB Zona del tallone chiusa, proprietà antistatiche, assorbimento di energia nel tallone
S1P S1 Resistenza alla perforazione
S2 S1 Tomaia resistente alla penetrazione e all’assorbimento d’acqua
S3 S2 Resistenza alla perforazione e suola con rilievi
S6 S2 Resistenza all’acqua della calzatura intera
S7 S3 Resistenza all’acqua della calzatura intera

Letta così, la tabella si divide in due famiglie. S1 e S1P sono le classi dell’asciutto. S2, S3, S6 e S7 sono le classi in cui conta l’acqua, con un gradino in più per S6 e S7, dove a resistere all’acqua è la calzatura intera.

La seconda domanda da farsi è se c’è il rischio di calpestare qualcosa di appuntito. Se c’è, le classi da guardare sono quelle con la resistenza alla perforazione: S1P, S3 e S7.

Cosa è cambiato con la EN ISO 20345:2022

L’edizione 2022 della norma ha portato tre novità che si ritrovano direttamente sulla marcatura.

La prima: la resistenza allo scivolamento è diventata un requisito di base. Non è più una caratteristica da cercare a parte, fa parte di ciò che ogni calzatura di sicurezza deve garantire.

La seconda riguarda la perforazione, che ora si distingue in tre sigle. P indica l’inserto metallico. PL e PS indicano inserti non metallici, provati con chiodi di diametro diverso: PS è quello provato con il chiodo più sottile. In pratica, dove prima si leggeva S1P o S3 e basta, oggi si può trovare anche la lettera che dice con quale tipo di inserto, e con quale prova, quella protezione è stata ottenuta. Se il rischio nel vostro ambiente sono punte e chiodi sottili, la sigla da cercare è PS.

La terza: sono nate le classi S6 e S7, quelle della resistenza all’acqua della calzatura intera viste sopra.

Se sulla scarpa trovi PL o PS, oppure una classe S6 o S7, hai in mano una calzatura marcata secondo l’edizione 2022.

Quale classe per quale ambiente

La scelta non parte dal catalogo ma dalla valutazione dei rischi: dove lavora la persona, su che terreno, con quanta acqua e con cosa può finire sotto la suola. Da lì, l’indicazione è abbastanza lineare.

  • Cantiere e ambienti umidi: S3 o S7. Terreno sconnesso, fango, pioggia, materiale a terra: servono la protezione dall’acqua, la resistenza alla perforazione e la suola con rilievi. La S7 aggiunge la resistenza all’acqua dell’intera calzatura, per chi nell’acqua ci lavora davvero. È il caso tipico di chi fa montaggi e impianti: ne parliamo nella pagina sui montaggi industriali, dove chi alterna cantiere e interni ha spesso bisogno di due paia diverse.
  • Interni asciutti con rischio di perforazione: S1P. Pavimento asciutto, ma con trucioli, sfridi o minuteria a terra. È una situazione frequente nelle officine meccaniche e nelle carpenterie.
  • Interni asciutti senza rischio di perforazione: S1. Magazzini puliti, reparti di assemblaggio, logistica al coperto.

Un’avvertenza pratica. Dare a tutti la classe più alta sembra la scelta prudente, ma una protezione che in quel reparto non serve è un costo in più e spesso una scarpa meno gradita a chi la deve portare otto ore. E una scarpa che non piace finisce sostituita, di nascosto, da una che non protegge. Meglio due modelli giusti che uno solo sovradimensionato.

Quando nella stessa azienda convivono ambienti diversi, conviene ragionare per mansione e non per azienda: chi sta in reparto, chi esce in cantiere, chi si muove tra i due.

Gli altri simboli sulla calzatura

Oltre alla classe, sulla calzatura possono comparire altri simboli. Non fanno parte della sigla S, si aggiungono a lei, e ognuno risponde a un rischio preciso.

  • ESD: calzatura dissipativa, per gli ambienti in cui le cariche elettrostatiche sono un problema.
  • HRO: suola resistente al calore per contatto, per chi cammina su superfici calde.
  • CI e HI: isolamento dal freddo e dal calore.
  • WR: resistenza all’acqua.
  • M: protezione del metatarso, cioè del dorso del piede, dove il puntale non arriva.

Anche qui vale la regola di prima: il simbolo si cerca quando la valutazione dei rischi indica quel rischio, non per collezione.

Quando sostituirle

Una scarpa antinfortunistica va sostituita quando non è più in grado di fare il suo lavoro. I segnali da guardare sono quattro:

  • la suola consumata o scollata;
  • il puntale esposto o deformato: se si vede, o se ha cambiato forma, la protezione delle dita non è più quella dichiarata;
  • la tomaia danneggiata: tagli, strappi e cuciture aperte;
  • un impatto importante sul puntale: anche se la scarpa sembra a posto, dopo un urto serio va cambiata.

Il controllo non richiede strumenti: basta guardare le scarpe con regolarità, invece di aspettare che sia il lavoratore a segnalarlo. Aiuta tenere nota di cosa è stato consegnato a chi, e quando: è lo stesso registro che serve per tutti gli altri dispositivi.

Riassumendo: prima l’ambiente, poi la classe, poi il modello. Asciutto o bagnato decide tra la famiglia S1 e quella S2–S7; il rischio di perforazione decide se serve la P; gli altri simboli si aggiungono solo se la valutazione dei rischi lo chiede. Il modello arriva per ultimo, e lì contano calzata e taglie, perché una scarpa di sicurezza funziona solo se viene indossata.

Tra le calzature antinfortunistiche trovi le tipologie che forniamo; nell’area DPI e antinfortunistica ci sono le altre categorie di protezione, dalla testa alle mani.

Le scarpe sono solo una voce della dotazione: per il quadro completo vedi DPI obbligatori: cosa deve fornire il datore di lavoro e, per gestire taglie, campionature e sostituzioni, come scegliere i DPI in azienda.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra una scarpa S1P e una S3?

La S1P è una S1 con in più la resistenza alla perforazione: va bene negli interni asciutti. La S3 parte dalla S2, quindi ha anche la tomaia resistente alla penetrazione e all’assorbimento d’acqua, e aggiunge la resistenza alla perforazione e la suola con rilievi: è la scelta per cantiere e ambienti umidi.

Cosa significano P, PL e PS sulle scarpe antinfortunistiche?

Indicano il tipo di protezione dalla perforazione secondo la EN ISO 20345:2022. P è l’inserto metallico; PL e PS sono inserti non metallici, provati con chiodi di diametro diverso. PS è quello provato con il chiodo più sottile.

In sintesi

  • Le classi funzionano per somma: si parte da SB e ogni classe aggiunge qualcosa alla precedente.
  • S1 e S1P sono le classi dell’asciutto; S2, S3, S6 e S7 quelle in cui conta l’acqua. La P indica la resistenza alla perforazione.
  • Con l’edizione 2022 lo scivolamento è un requisito di base, la perforazione si divide in P, PL e PS e nascono S6 e S7.
  • S3 o S7 per cantiere e ambienti umidi, S1P per interni asciutti con rischio di perforazione, S1 dove quel rischio non c’è.

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